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L’esigenza come sempre è quella di risolvere un problema. In genere questo si presenta a noi come impellente. Può essere una questione personale o una difficoltà professionale, spesso ci troviamo di fronte alla necessità di chiedere qualcosa, o di fare qualcosa, a qualcun altro, pensando che al massimo mi potrà dire di “no”. Ma quel “no” ha un prezzo.

Quando io chiedo a qualcun altro di fare qualcosa per me attivo un complicato quanto automatico sistema di valutazione economica nell’altra persona. In quest’ottica non bisogna includere solo la possibilità di “rientro” del debito in termini pratici alla prima occasione, ma anche le sensazioni, piacevoli o spiacevoli, che la persona di fronte prova nell’aiutarmi a risolvere il mio problema. Questo sistema, il rispondere ad una richiesta di aiuto, di per sé richiede energie, le stesse che richiede il preventivo per un lavoro mai fatto.

La necessità di chiedere supporto ci spinge a non considerare che il processo di analisi della richiesta è faticoso. Significa dover abbandonare per un attimo un’attività, dedicare attenzione alla richiesta, elaborarla e produrre un risultato. E cosa succede quando ci si trova di fronte ad un problema che potrebbe avere una soluzione più semplice, oppure che si sarebbe potuto risolvere senza un intervento esterno? Il bilancio della richiesta va automaticamente in negativo: ho chiesto un preventivo per un lavoro che non mi serve fare. A questo punto alcuni si arrabbiano, ma non tutti.

Alcuni di noi sono molto generosi, nel senso che hanno piacere nel vedere serene le persone che hanno intorno, così non considerano questo processo di valutazione come anti-economico: sono ripagate dalla distensione di chi sta loro di fronte. A lungo andare però finiscono per subire continue richieste e la serenità altrui finisce per minare la loro. Questo li porta ad avere dei cambiamenti repentini quanto energici, che generano stupore nei colleghi. Ma qui a chi sta il compito di proteggerne la disponibilità?

E’ un compito che va condiviso, tanto da chi si mostra disponibile quanto da chi richiede aiuto. Domandare non è sempre lecito soprattutto se sappiamo che chi abbiamo di fronte ha difficoltà a dire di no.